Crea sito

«

»

Gen 04 2016

Stampa Articolo

E fuori è buio

Buio mattino stazionePrimo giorno di lavoro di questo nuovo anno.
Il piccolo paese di provincia dorme ancora, fatta eccezione per i pochi “eletti” che ricominciano a lavorare dopo le festività.
Strade deserte, sala d’aspetto semi-vuota e marciapiede della stazione popolato da un paio di persone che sfidano il freddo mattutino.
Tutto intorno è buio. molto buio. Più buio dell’ultima volta. Come se la luce fosse ancora in ferie, sotto le coperte… proprio lì dove vorrei essere anche io.
La campanella smette di tintinnare, mentre gli immancabili ritardatari affrettano il passo o accennano un inizio di corsa.
Una luce bianca illumina a giorno il marciapiede. Il treno è arrivato.
Salgo e trovo subito posto a sedere accanto al finestrino. Guardo fuori. Buio. Non si vede niente, così chiudo gli occhi con la speranza, una volta riaperti, di trovarmi nel mio letto dopo un sogno. Li riapro pochi minuti dopo, non appena il treno ferma alla stazione successiva.
Niente da fare… sono sul treno e fuori è buio.

Permalink link a questo articolo: http://micheletallone.altervista.org/e-fuori-e-buio/

2 comments

  1. Pendolante

    Pare che il rientro al lavoro ci abbia fatto lo stesso effetto

    1. Michele Tallone

      Già, ho letto solo oggi il tuo post… Quindi non sono l’unico che ha notato questa stranezza nel nostro rientro lavorativo pre-befana!

Commenti disabilitati.